L’arrivo di marzo ci mette al cospetto di un fatto che ha il significato dell’avvenimento.
Disney potente società multimediatica che negli ultimi due anni aveva raggiunto una quotazione stratosferica,con l’acquisto del portfolio
Fox,contenente settori strategici nella produzione ed emittenti sportive,rompe un ghiaccio fin troppo inspessito e torna al cinema in sala negli Usa. Sembra un disgelo da primavera imminente,l’esordio sui grandi schermi di
Raya e l’Ultimo Drago realizzato dalla divisione animation della società rimette in gioco lusinghiere prospettive dopo una serie interminabile di
polemiche incrociate nei mesi scorsi. Del resto negli Stati Uniti qualcosa si sta muovendo non soltanto in contrasto massiccio alla pandemia ma tutto intorno a un comparto che sta ritrovando fiducia come dimostrano alcuni numeri per certi versi inimmaginabili dodici mesi fa. Il ritorno sul preferito terreno di gioco del colosso californiano ha sollecitato l’empatia del pubblico così il cartoon
Raya nel primo weekend del mese fissa $ 8.500.000 che nei giorni successivi diverranno 10 milioni valendo un solido primato attraverso 2000 sale di proiezione e rappresentando nel dettaglio anche una buona media per sala. La performance permette al film di scavalcare il live action,
Tom & Jerry,che aveva primeggiato in precedenza ed ora somma $ 23.000.000 in considerazione di un parco cinema di 2500 unità. Il marchio
Disney si allinea alle scelte anticipate da altri studios (
Warner) che aprono per ora ad una doppia finestra per i film,disponibili in versione theatrical e streaming on demand,ma l’upgrade commerciale può rilanciare con certezze il procedimento di un‘industria giammai votata al pessimismo. In Italia
Raya e l’Ultimo Drago è visibile solo in streaming previa accettazione di una particolare formula di noleggio. Il brand fondato da Walt Disney nelle settimane passate aveva in qualche maniera già determinato un’apertura verso le sale cinematografiche con l’uscita di
Nomadland in un migliaio di schermi. Il film distribuito attraverso la consociata
Searchlight,proveniente dall’eredità
20th Fox,ha trovato spazio in contemporanea ai
Golden Globes (2 vittorie) e accende una vetrina opportuna in vista degli
Oscar. Nel medesimo weekend
Raya e l’Ultimo Drago sta facendo ingresso nei mercati internazionali in cui aggregherà complessivi $ 27.500.000. Il risultato più apprezzabile entrando in Europa è quello spagnolo con € 254.000. La Cina si conferma molto favorevole al genere,il cartoon diviene il quinto film più visto da 1.403.000 presenze che tradotte in dollari ne stabiliscono 8.500.000. Anche la Russia applaude
Raya alla luce di 805.000 biglietti replicando in misura simile quanto
avevamo rilevato nelle settimane scorse a proposito del precedente prodotto Disney,
Soul. La sfera orientale del globo del resto pare ribadire una certa continuità nell’assistere al ritorno del cinema,perciò Taiwan mantiene le premesse del colosso cinese e scrive per il nuovo Disney $ 600.000. Interessanti sotto il profilo economico anche le cifre registrate in Tailandia ($ 556.000) e a Singapore ($ 600.000). Nei territori australi sono veramente buoni i numeri dell’Australia ($ 1.110.000) e quelli ottenuti in cento schermi della Nuova Zelanda ($ 150.000). La ripresa delle sale cinematografiche passa anche dalla simbiosi che certe pellicole manifestano incondizionatamente con tutti i pubblici. Sarebbe stato piacevole poter vedere quanto
Raya e l’Ultimo Drago,storia per grandi e fanciulli,avrebbe raccolto in Italia e Europa sotto ogni profilo,ma questo è il capitolo di una vicenda assai più complessa che speriamo nei mesi prossimi apra aspettative di desiderio e rinascita.